Quella volta che
26 aprile 2010 – 08:59
Stavo tornando da fare la spesa quando, complice il sacchetto pieno di delizie che portavo in mano, mi è venuta in mente quella volta in cui mia madre mise la nutella in frigo. Io la cercavo disperatamente in dispensa, buttavo giù barattoli di pesche sciroppate e crocchette per il gatto, quando mi arresi: «Madre, dov’è la nutella?!» e lei rispose, candida come una colomba: «Ma in frigo, Vale!». In frigo?? Rimasi stecchita.
Le spiegai pazientemente che, nonostante non fossimo consumatori compulsivi di nutella, era Verità Universalsamente Nota che la nutella non va in frigorifero.
E allora, per duecento metri, ho fatto il giochino del “Quella volta che”, e non è che mi siano successe chissà quali cose, nella vita, ma ce ne sono alcune che non potrei mai dimenticare (occhio che sono stronzate, eh?).
Quella volta che il mio primo fidanzatino del liceo mi disse, ammirando sognante i miei occhi: «Hai delle ciglia lunghissime, tesoro». Poi, allontanandosi con aria già più critica, come a prendere le misure, concluse: «Perché non te le tagli un po’?». Fine del Fidanzatino del Liceo.
Quella volta che (purtroppo recentissimamente) alla Triennale di Milano, uscendo dalle porte in ferro che portano ai bagni, vidi un uomo bellissimo che arrivava nella mia direzione e, presa da incontenibile emozione, spinsi l’anta con troppa foga. La porta mi si richiuse immediatamente sul naso rimbombando mostruosamente per tutta la Triennale. Quando la riaprii, l’uomo bellissimo mi stava ridendo in faccia (assieme a tutti gli avventori presenti). [Sappiate che mi sto ancora vergognando moltissimo...]
Quella volta che, cucinando delle piccole deliziose bavaresi per una delle mie tante dolci metà, e seguendo a menadito la ricetta sul manuale, dimenticai di frazionare le dosi della colla di pesce. Uscite dal frigo, le bavaresi alla fragola erano pronte per essere usate come pallettoni da cannone.
(Variante della Bavarese è la Volta degli Spinaci. Ero a Bologna e stavo cucinando degli spinaci con M. quando, presa dall’animosità del discorso e voltandomi bruscamente verso di lui, il polsino della camicia che indossavo si impigliò nel manico della padella e gli spinaci, compiendo una magnifica parabola aerea, si seminarono su tutto il pavimento. Ammutolimmo all’istante.
Ci sarebbe anche la Volta della Bottiglia di Vino Rosso, ma, insomma, ormai avrete capito che quando mi trovo in cucina divento piuttosto emotiva…)
Quella volta che a novembre, al primo appuntamento con uno che sarebbe diventato un’altra breve metà, nello scegliere il locale in cui andare a bere lui mi chiese: «Ci sediamo qui, ti va? Così possiamo stare nel dehors e fumare, se non hai troppo freddo… ci sono i funghi!» e io risposi argutamente: «Ma dai? Ti piacciono i funghi? Anche a me, moltissimo!».
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