Pesci d’argento e sfumature
12 maggio 2010 – 08:46
Anche se sto leggendo con altissimo tasso di gradimento Gerry Durrell, non ho mai amato e mai amerò le bestiole, gli insetti, gli affari che volano ronzando o strisciano sbavando. E’ più forte di me.
L’altro giorno ero a casa dei miei e vedo per terra un animaletto giallognolo lungo due o tre centimetri, contornati da sacco di zampette diafane. Arretro cautamente e arpiono la mia signora madre: «Madre!», bisbiglio «c’è da far secca una bestia, in camera mia!», «Che bestia? Un serpente? Un capricorno alato?», chiede lei prendendomi beatamente per i fondelli. «No!», rispondo risentita «E’ una roba gialla… penso sia una processionaria! E le processionarie sono cattive…», «Ehm, già», ammette lei. E andiamo a cercare la presunta processionaria.
Arriviamo in camera e, senza avvicinarmi troppo al luogo del ritrovamento, do indicazioni precisissime su dove trovare la bestia cattiva. Signora madre la scova sotto il comodino, poi si gira verso il mio sguardo terrorizzato e sbuffa: «Ma non è una processionaria!». Ah no? E allora che cos’è? «Un pesciolino d’argento!», azz!, commento io, con un nome così bello ha una faccia così brutta? Lei lo afferra in silenzio con un pezzo di carta e lo trasloca in giardino.
Ma si sa, anche se nauseata dagli insetti, vaghe reminiscenze di zoologia mi impongono un istante di riflessione e, qualche ora dopo, torno da mia madre e riapro l’argomento. «Madre!», tuono colma di spirito ermeneutico e sete di sapere, «Quello non era un pesciolino d’argento!», «Ah no? E cos’era? Un pitone? Una sanguisuga gigante?», mi irride lei. «No! Era una processionaria!». «Ma no Vale…», mi spiega pazientemente, «le processionarie sono gialle!», «E infatti! Quella cosa era gialla!». E la mia signora madre, come parlasse ad un bambino deficiente: «No. “Quella cosa”, come la chiami tu, era beige». E io ammutolisco.
[Ora, dopo una rapida quanto circospetta ricerca su Wikipedia, ho capito che quella cosa non era un pesciolino d'argento (né, a voler proprio essere rigorosi, una processionaria). Però vi assicuro che era brutta assai, nonostante la sua sfumatura di beige un tantino brûlée fosse proprio chic...]
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