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	<title>Tipi d&#039;aMare (per brevità) &#187; Attualità</title>
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	<description>Nomina nuda tenemus</description>
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		<title>Perché tutto si tiene</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 10:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VforValentina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggo qui dell&#8217;articolo di Massimo Fini sulle donne, e leggo con attenzione anche la giusta replica di Marina. Devo ammettere che a me l&#8217;articolo di Fini, in più punti, ha fatto venire da ridere (usa espressioni talmente buffe! Ad es.: «Ma state a casa, cretine, a fare figli», «Al primo singhiozzo [il pianto delle donne] [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tremaredamore.it/wp-content/Yin_Yang.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2395" title="Tutto si tiene" src="http://www.tremaredamore.it/wp-content/Yin_Yang.jpg" alt="" width="270" height="270" /></a>Leggo qui dell&#8217;<a href="http://ineziessenziali.blogspot.com/2010/04/massimo-fini-invidioso-confesso.html" target="_blank">articolo di Massimo Fini</a> sulle donne, e leggo con attenzione anche la giusta replica di Marina. Devo ammettere che a me l&#8217;articolo di Fini, in più punti, ha fatto venire da ridere (usa espressioni talmente buffe! Ad es.: «Ma state a casa, cretine, a fare figli», «Al primo singhiozzo [il pianto delle donne] bisognerebbe estrarre la pistola», e la stupenda «Ma come, io [uomo] faccio la fatica di scoparti e ti devo pure pagare?»). Insomma, un umorista nato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sue &#8220;argomentazioni&#8221; sono così grossolanamente volgari, ingiuste e ignoranti da non meritare di essere prese in considerazione; diciamo che il Fini si commenta da sé, e dà esattissima misura di quel che vale &#8211; e di quel che vale il suo pensiero &#8211; scrivendo quel che scrive. Non c&#8217;è bisogno di star qui a raccontarsi che &#8220;scopare&#8221; con gli uomini non è sempre così appagante come loro credono, e mi spiace per i loro sforzi, ma spesso gli sfugge del tutto l&#8217;abc dell&#8217;anatomia femminile, ai signori maschi, e questo è un problema che nessun consumo di calorie, gesto acrobatico o dispendio di sudore riuscirà mai a superare.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è però un aspetto serio nelle riflessioni che Massimo Fini, involontariamente, ha suscitato in me. Ed è questo: c&#8217;è qualcosa di sbagliato in questa rigida distinzione maschile/femminile che la nostra società e la nostra cultura continua a portare avanti. C&#8217;è, anzi, <em>molto</em> di sbagliato in tutte le distinzioni aut-aut che il nostro pensiero occidentale continua a fare.<br />
Io capisco i pregi della semplificazione, ma vedo anche i tragici limiti del semplicismo. E ostinarsi a guardare il mondo e le nostre categorie alla luce di opposti, di qualunque tipo (bene/male, bianco/nero, giusto/sbagliato, bello/brutto, positivo/negativo) è limitante. Non è solo una questione che gli opposti si attraggono o che esistono le sfumature. E&#8217; un discorso al tempo stesso più complesso e molto più semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; che tutto si tiene, che nel maschile ci sono qualità femminili e viceversa, è che il bianco (assoluto) e il nero (assoluto) esistono solo come categorie mentali e non reali. Se prendiamo ad esempio le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Filosofie_orientali" target="_blank">filosofie orientali</a>, ci rendiamo conto che nulla è mai così come la nostra mente lo analizza e lo sintetizza, perché in ultima analisi ogni cosa dipende da ogni altra cosa, tutto è legato a tutto.<br />
Per restare in tema: il mascolino e il femminino sono qualità che tutti abbiamo, indipendentemente dall&#8217;essere uomo o donna, e sono complementari, non opposte. Non si fanno la guerra, ma operano per trovare la pace.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi rendo conto che sto facendo della facile teoresi. Ma, esemplificando al massimo e portando la mia esperienza, posso dire questo: mi sono sempre sentita molto &#8220;femminile&#8221;. Molti sono gli aspetti caratteristici dell&#8217;archetipo femminile che io mi riconosco (l&#8217;empatia, la capacità di accogliere, l&#8217;adattabilità, l&#8217;istintività e così via). Ma, al contempo, mi sono sempre sentita molto &#8220;maschile&#8221;, perché negli anni ho sviluppato qualità che sono tipiche dell&#8217;archetipo maschile, come la forza, la razionalità, l&#8217;aggressività.</p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo come Massimo Fini, che fa di tutta l&#8217;erba due fasci e li divide salomonicamente, ecco, mi fa pensare che non abbia capito nulla della propria natura, del proprio essere uomo, e abbia una fottutissima paura di ciò che non rientra nelle regole, negli schemi. Le regole e gli schemi ci servono per incasellare, razionalizzare, ordinare e poi dire «Oh, che soddisfazione! Ogni cosa è al proprio posto!».</p>
<p style="text-align: justify;">Ho una notizia buona e una cattiva. Quella cattiva è che le cose non sono mai &#8220;al loro posto&#8221;. Quella buona è che non si tratta affatto di una cattiva notizia.</p>
<p style="text-align: justify;">V</p>
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		<title>L&#8217;uomo Ratzinger</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 09:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VforValentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricordo che, quando elessero papa Benedetto XVI, rimasi male. Quell&#8217;uomo non mi piaceva, non mi piacevano i suoi occhi cerchiati di nero, e nemmeno la sua fama di teorico reazionario e inflessibile. Mi sembrava un enorme passo indietro rispetto alla grande umanità empatica di Giovanni Paolo II. Quel che sta emergendo nelle ultime settimane &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tremaredamore.it/wp-content/Jesu-Crocefisso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2307" style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px; margin-left: 3px; margin-right: 3px; border: 3px solid black;" title="Deposizione" src="http://www.tremaredamore.it/wp-content/Jesu-Crocefisso.jpg" alt="" width="241" height="368" /></a>Ricordo che, quando elessero papa Benedetto XVI, rimasi male. Quell&#8217;uomo non mi piaceva, non mi piacevano i suoi occhi cerchiati di nero, e nemmeno la sua fama di teorico reazionario e inflessibile. Mi sembrava un enorme passo indietro rispetto alla grande umanità empatica di Giovanni Paolo II.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che sta emergendo nelle ultime settimane &#8211; gli scandali sugli abusi sessuali, l&#8217;omertà della Santa Sede &#8211; è un fatto gravissimo. Ma è proprio in questo contesto così torbido, così smaccatamente sbagliato e rivoltante che, per la prima volta, Ratzinger suscita in me reazioni diverse da quell&#8217;iniziale antipatia epidermica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente sono consapevole del fatto che non si possono elaborare giudizi e punti di vista sulla base di emozioni, impressioni e simpatie a pelle. Ci sono i fatti, la cronaca, le informazioni. Ma c&#8217;è un aspetto che mi stride, quando rifletto sull&#8217;accanimento delle innumerevoli accuse che vengono mosse al pontefice e alla Chiesa cattolica.</p>
<p style="text-align: justify;">Giovanni Paolo II era <em>umano</em>; aveva una chimica talmente felice da renderlo immediatamente amato e compreso. Benedetto XVI non è dotato della stessa chimica felice, anzi. La questione sta nel fatto che, in entrambi i casi, i giudizi sono tagliati con l&#8217;accetta: tutto il buono da un lato, tutto il male dall&#8217;altro. E io provo una spontanea diffidenza verso i giudizi netti e senza sfumature.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo papa sta vivendo uno dei periodi più bui nella storia della Chiesa. Ha commesso errori gravissimi, e la sua posizione dire che è scomoda è dire poco. Ma io penso all&#8217;uomo Ratzinger, all&#8217;individuo che, una volta spenti i riflettori, si ritrova da solo con se stesso, nelle sue stanze, magari prima di addormentarsi. Quell&#8217;uomo suscita in me una grande pena.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho letto un articolo su La Spampa, qualche giorno fa. Si diceva che la Chiesa, in una società come la nostra invasa dal relativismo morale, si pone come fine ultimo quello di essere un punto di riferimento solido e certo per le questioni di etica. E&#8217; chiaro che, oggi come oggi &#8211; attaccata da ogni parte, e credo non del tutto ingiustamente &#8211; la Chiesa sia più che mai traballante in questo suo ruolo. Ma credo anche che, se c&#8217;è una persona convinta di questa sua funzione regolatrice, questa persona sia Ratzinger.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi dà l&#8217;impressione di una massaia che, alla prese con una sporcizia pervicace, tenta il tutto per tutto nascondendo la polvere sotto i tappeti e i letti di casa. Si dà un gran daffare, pur sapendo che la sporcizia tornerà ben presto a galla.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, oggi io vedo Benedetto XVI come un uomo alle prese con qualcosa di più grande di lui, un uomo schiacciato, un uomo impotente. Questa sua impotenza, il peso di questa condanna senza appello continua e dilagante, ecco, lo rendono <em>umano</em> ai miei occhi.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo mio voler vedere l&#8217;aspetto umano di un pontefice discutibile e ambiguo non c&#8217;è una sorta di assoluzione morale per quel che ha fatto o quel che è accusato di aver fatto. E&#8217; piuttosto una sospensione del giudizio. Un voler credere che da un lato ci sono responsabilità e azioni oggettive che vanno chiarite e valutate nel modo più obiettivo possibile; e che, dall&#8217;altro lato, c&#8217;è un individuo costretto a portare un peso &#8211; il peso della condanna, del giudizio senza sfumature e senza attenuanti &#8211; che è insostenibile e sfiancante.<br />
Quell&#8217;uomo &#8211; non il pontefice, non la guida spirituale &#8211; merita che io, cattolica non praticante e forse nemmeno credente, su di lui al momento sospenda ogni facile <em>dagli all&#8217;untore</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Update</strong>: linko qui <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/15/news/hans_kung-3359034/" target="_blank">un interessante articolo</a> che mi è stato segnalato da un commentatore.</p>
<p style="text-align: justify;">V</p>
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