Il (dis)pensatore di malignità

7 aprile 2011 – 12:04

Interrompo la carrellata sulla dorata Praha [pronto a breve un edificante post sugli «italiani a Praha»] per rivelare, ahimè poco originalmente, che il cambio di stagione mi rende irritabile. E siccome in questi giorni le cose che mi irritano si aggiungono alle cose che mi irritano, ecco, ho deciso di esondare e farne un elenco.

1. In ambito lavorativo incontro da tempo personaggi che hanno il pregio di sapermi stupire ogni giorno di più. E’ una sfilata continua di figure grottesche, accomunate da logiche imperscrutabili al comune buon senso.
In questi ultimi mesi c’è stato chi mi ha scritto o chiamato per propormi con urgenza progetti, che mi ha fatto fare chilometri e chilometriche telefonate, strette di mano, elaborazione di documenti, per poi sparire letteralmente nel nulla a metà della corsa. C’è chi mi ha martellato per settimane per organizzare reading, mostre e collaborazioni in preda a orgiastico entusiasmo, per poi far cadere tutto nel silenzio, senza nemmeno informarmi che le intenzioni erano cambiate. Non c’è nulla di male nel cambiare idea, nell’interrompere un progetto, purché si rispetti quel minimo di correttezza ed educazione su cui dovrebbero essere improntati i rapporti professionali. Il più delle volte basta una mail o una chiamata: due righe o trenta secondi per dire non se ne fa più nulla.
Per contro, c’è chi mi sta col fiato sul collo, che ogni giorno mi affligge con questioni sciocche o ridicole (la migliore è stata un’artista che giorni fa mi ha telefonato in tarda serata per rendermi manifesta la sua preoccupazione di «prendersi la sciatica» com’è accaduto a una sua amica, e non poter essere presente all’inaugurazione di una sua mostra).
Che fare con persone del genere, inaffidabili, infantili e impreparate? Io, davvero, non ho una risposta per questa domanda.

2. E’ recentissima la notizia che (un fino a poco tempo fa giustamente ignorato) Domenico Scilipoti abbia scopiazzato senza fantasia il manifesto del Partito fascista per fondare il suo Movimento Responsabilità Nazionale.
Sentite un po’ qua da chi dobbiamo sorbirci la predica sul concetto di “responsabilità”: da un oscuro agopuntore siciliano che il 14 dicembre scorso votò la fiducia a Berlusconi tradendo le file dell’Idv, nelle quali militava da 12 anni. E che, nei giorni successivi, vide provvidenzialmente balzare agli onori della cronaca la sua trascurata professione, con mirati articoli sugli indiscussi meriti di quest’antica pratica medica: tra tutti, ne parlò Il Corriere della Sera proprio il 17 dicembre.
La coincidenza ha il gusto, ad occhi sospettosi, di una ricompensa proditoriamente guadagnata, ma tant’è. L’ometto agopuntore balza oggi di nuovo agli onori della cronaca per la sua scarsa originalità e per il cattivo gusto. Soprattutto quando si legge che una delle parti scopiazzate è la seguente: «Responsabilità è concezione austera della vita, non incline al compromesso, ma duro sforzo per esprimere i propri convincimenti facendo sì che alle parole seguano le azioni».
Ecco, in questo caso il nostro Scilipoti mostra d’essere afflitto, oltre che da patologica carenza di fantasia e cattivo gusto, anche da una pressoché totale assenza di senso del ridicolo.

3. Non riesco più a tollerare l’arroganza, in qualsiasi forma essa si manifesti: da chi si crede più bello, a chi si crede più furbo, a chi si crede più intelligente, creativo, simpatico, rubacuori, fotogenico, colto, ricco o geniale (o più facilmente: genio incompreso). Mi stanno tutti in egual misura sul culo.
La goccia che oggi ha fatto traboccare il vaso della mia irritazione è stato leggere di questo scrittorucolo che dai pixel del suo sito elogia spudoratamente il suo ultimo (capo)lavoro, citando a man bassa una serie di critiche entusiastiche che acclamano al miracolo letterario. Ovviamente è scattata la ricerca su Google dei nomi di questi illustri critici, nessuno dei quali appare su siti più autorevoli di Facebook o, se proprio sono personaggi con la maiuscola, Linkedin.
Il motivo per cui non faccio il nome di questo scrittore della domenica è perché, purtroppo, nemmeno nella sua vanesia prosopopea egli s’innalza dalla massa dei vuoti esaltatori di sé stessi. E’ uno dei tanti che ho incontrato: artisti che credono di essere novelli Picasso, comici che si prendono tragicamente sul serio, cantanti, meteore della televisione, sedicenti registi il cui valore è inversamente proporzionale alla loro boria.
Mi chiedo, senza alcuna retorica ma con una certa urgenza, che fine abbiano fatto l’umiltà, la moderazione e l’aurea mediocritas.

  1. 6 Responses to “Il (dis)pensatore di malignità”

  2. Vale, “l’umiltà, la moderazione e l’aurea mediocritas” sono finite nello sgabuzzino delle cose vecchie, assieme all’autoironia e all’educazione… il che non vuol dire che non le si debba e le si possa tirare di nuovo fuori (ma con che fatica!).
    Quanto a Scilipoti, quale disonore sull’onorata categoria di chi pratica la medicina cinese! Via subito!! :(

    By Francesca on apr 7, 2011

  3. Comincio a pensare che non si riuscirà più a tirar fuori dallo sgabuzzino valori come la correttezza, la moderazione e l’umiltà. Sopravviveranno in alcuni luminosi individui, che però saranno discriminati per questo.
    Oggi l’ottimismo non è fra le mie qualità, anche se spero appassionatamente di sbagliare.
    Per quanto riguarda Scilipoti – e gente come lui – dovrebbe andare via subito: dalle professioni che esercitano e dalla cosa pubblica.

    By VforValentina on apr 7, 2011

  4. sei sempre la migliore ti ho pubblicizzato sul mio secondo blog guidoilcamallo

    By guido arci camalli on mag 14, 2011

  5. forza combatti e fatti valeere sei la migliore.. non sentire le voci negative di altri blogger tu sei la migliore

    By guido arci camalli on mag 21, 2011

  6. @ Guido: grazie del tifo, ma… ti riferisci a qualche episodio in particolare nel quale dovrei «farmi valere»??

    By VforValentina on mag 21, 2011

  7. per non mollare coi blog ti sponsorizzo sul mio guidoilcamallo lo sai? non mollare se vuoi diventare la numero 1.. forza forza

    By guido arci camalli on mag 22, 2011

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