Due cose che bisogna sapere sul cibo a Praha: si mangia presto, si mangia bene. Non so come mai non me ne fossi accorta nel mio precedente viaggio, ma la cucina ceca è strepitosa. Greve [*], ma strepitosa.
[*] Una sera entriamo a U Šuterů, ristorante poco lontano dal centro su cui avevo letto recensioni discordanti. In una tavolata in fondo al locale c’era un gruppo di italiani attempati che si apprestava a pagare il conto. Prima di sederci, ci avviciniamo e chiediamo loro: «Come avete mangiato?», e un signore barbuto ci risponde, con atteggiamento solenne e teatrale: «Buon cibo, ma greve». Così, “greve” è diventato per noi sinonimo di: “senso di sublime oppressione allo stomaco causato dall’abbondate cucina ceca tipica”.
Si mangia presto.
A Praha bisogna scegliere se andare a cena o andare a vedere uno spettacolo. Considerando che gli spettacoli (teatri, concerti ecc.) iniziano generalmente alle 20.00/20.30 e la maggior parte delle cucine chiude alle 22.00 (anticipando spesso e volentieri alle 21.30/21.45), noi ci siamo ritrovati a dover dare delle priorità. Che – lo ammetto con contrizione – quasi sempre sempre sono ricadute sul cibo.
Unica eccezione: una serata al «black light theatre», una magia inattesa e coinvolgente.
Si mangia bene (si spende poco).
A Praha si può scegliere tra un’infinità di proposte: ristoranti, osterie, birrerie, baracchini e fast food.
1. I Ristoranti. Si assestano nell’olimpo dei ristoranti il già citato U Šuterů e il celebre U Provaznice. Qui il gulash, le selezioni di carni alla griglia, i dolci tipici e la birra sono eccellenti, le quantità pantagrueliche, e l’atmosfera è rilassata e informale. Il personale non è sempre dei più espansivi ma – lo rivelerò a tempo debito – ha tutta la mia solidarietà, data l’orda di italiani caciaroni che affolla la città.
E’ in uso lasciare la mancia (solitamente il 10-20%) ma, anche così, difficilmente si arriva a spendere, per una cena completa, più di 10-15 € a testa.
La mancia, poi, ha una qualità tutta emotiva: più mangi bene, più ne lasci. Più ne lasci, più il personale ti sorride e ti invita a ritornare. A noi è successo così, e la seconda volta al Provaznice i camerieri si fermavano al nostro tavolo per spiegarci con dovizia di particolari – e caparbia ostinazione – le coniugazioni dei verbi cechi. Che, per dire, sono abbastanza un casino.
2. Le birrerie. Tra le birrerie più celebri e antiche di Praha svetta U Fleků, storico locale ormai meta di turisti. E’ vero quel che si legge su internet: se non si sta attenti, può trasformasi in una “trappola”: i camerieri, infatti, passano continuamente (e insistentemente) tra i tavoli proponendo bevande e cibi con l’aria di offrirli, ma che conteggeranno profumatamente nel conto finale. Noi abbiamo bevuto soltanto birra, una lager scura di produzione propria. In assoluto, una delle bevande migliori che io abbia mai assaggiato.
3. I baracchini. Per strada, nel centro storico, è possibile trovarne molti. Sconsiglio appassionatamente i baracchini che si trovano nei pressi della Piazza della Città Vecchia (Staroměstské náměstí): offrono hot dog stopposi e insipidi. Consiglio invece quelli che si trovano in Václavské náměstí, la grande via dello shopping che conduce al National Museum, o quelli che si trovano nei pressi della Torre delle Polveri, vicino al centro commerciale «Kotva», in Náměstí Republiky. Con poche decine di corone (un paio di euro), è possibile mangiare al volo buonissime specialità della cucina ceca (salsicce, spatzle con bacon e crauti, patate e dolci. E un insuperabile, autentico prosciutto di Praga, affettato a mano sul momento).
Anche se sul Web si trovano buone recensioni, evitate questo posto: benché i prezzi siano in linea con gli altri ristoranti, la qualità è nettamente peggiore. Porzioni piccole, carni stoppose e birra pesante.
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