La Sicilia è un sogno infuocato

Un amico oggi mi ha detto che sono una persona “visiva”. In un certo senso è vero. Poco fa, ad esempio, mi è capitato di vedere una fotografia inattesa che mi ha riportato violentemente in Sicilia, nel 2002, e mi sono sentita vulnerabile e zoppa come un uccello senza nido.

La Sicilia per me è stato un sogno infuocato e, benché siano trascorsi molti anni, è come se non si fosse affievolito, nemmeno di poco, il richiamo di quella terra al mio cuore. La gente, i posti, il mare – e sì che di mare me ne intendo, abitando da una vita a ridosso delle onde liguri. La Sicilia di quegli anni era un vestito che mi calzava a pennello, mi scivolava addosso come una fiamma di seta e mi rendeva più bella di quel che sono. Forse ho nostalgia di quella bellezza perduta.

Ci sono frammenti di vita che rimangono lì a sonnecchiare, implacabili, e rovistano tra le emozioni e i ricordi con la luminosa, tagliente precisione delle potenzialità inespresse. Una delle mie possibili vite l’ho vissuta in Sicilia, e là è rimasta.

Quando le potenzialità diventano atto, quando ciò che è possibile diventa la vita reale, capita che tu capisca quel che puoi o non puoi fare della tua esistenza. Roma è stata una realtà che non mi è mai appartenuta, estranea, una galassia che a occhio nudo non puoi nemmeno intuire. La Sicilia, invece. La Sicilia è stata l’esatta riproduzione su tela del mio più perfetto sogno estetico, la ricchezza a piene mani, la bellezza che prende forma e incide nel marmo un’idea meravigliosa e compiuta.

Ecco, sono sempre stata sensibile al fascino dei racconti di chi vende l’anima al diavolo per realizzare un sogno, purché sia un sogno capace di cambiare la vita a dispetto dell’eternità. Il mio sogno, oggi, è il ritorno.

V

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4 risposte a La Sicilia è un sogno infuocato

  1. enzorasi scrive:

    Da siciliano riconosco la lenta e insidiosa magia che il continente in cui vivo instilla nell’animo di chi lo visita. La Sicilia di cui parli è un luogo del pensiero, l’eros che si fa panorama, la luce che diventa cultura. Ti auguro di tornare, di riattraversare la ferita azzurra che ci divide dal continente e di essere nuovamente folgorata per vivere più a lungo. ENZO
    Ps: ieri pomeriggio ero al teatro antico di Taormina, proprio quello della foto.

  2. VforValentina scrive:

    Enzo, io mi vanto di non essere stata una semplice “visitatrice”. Ho girato la Sicilia in lungo e largo, ci ho passato settimane intere, ho avuto una relazione piuttosto lunga con un siciliano, ci sono poi tornata da “turista”, e ogni volta ho sentito quella magia di cui tu parli, e che il tempo non può cancellare…
    Grazie per l’augurio. Spero si avveri presto.

  3. Ilaria scrive:

    Capisco benissimo! La Sicilia, quando prende, non molla più.
    Io mi sento molto fortunata perché sui luoghi di altre “possibili vite” sono riuscita a tornare stabilmente, e fanno parte della mia vita di oggi, e qualche volta il mio lavoro è raccontarli.

  4. VforValentina scrive:

    @ Ilaria: è molto bella l’espressione che usi, «sui luoghi di altre possibili vite». Molto poetica.

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