La Sicilia è un sogno infuocato
10 giugno 2010 – 11:30Un amico oggi mi ha detto che sono una persona “visiva”. In un certo senso è vero. Poco fa, ad esempio, mi è capitato di vedere una fotografia inattesa che mi ha riportato violentemente in Sicilia, nel 2002, e mi sono sentita vulnerabile e zoppa come un uccello senza nido.
La Sicilia per me è stato un sogno infuocato e, benché siano trascorsi molti anni, è come se non si fosse affievolito, nemmeno di poco, il richiamo di quella terra al mio cuore. La gente, i posti, il mare – e sì che di mare me ne intendo, abitando da una vita a ridosso delle onde liguri. La Sicilia di quegli anni era un vestito che mi calzava a pennello, mi scivolava addosso come una fiamma di seta e mi rendeva più bella di quel che sono. Forse ho nostalgia di quella bellezza perduta.
Ci sono frammenti di vita che rimangono lì a sonnecchiare, implacabili, e rovistano tra le emozioni e i ricordi con la luminosa, tagliente precisione delle potenzialità inespresse. Una delle mie possibili vite l’ho vissuta in Sicilia, e là è rimasta.
Quando le potenzialità diventano atto, quando ciò che è possibile diventa la vita reale, capita che tu capisca quel che puoi o non puoi fare della tua esistenza. Roma è stata una realtà che non mi è mai appartenuta, estranea, una galassia che a occhio nudo non puoi nemmeno intuire. La Sicilia, invece. La Sicilia è stata l’esatta riproduzione su tela del mio più perfetto sogno estetico, la ricchezza a piene mani, la bellezza che prende forma e incide nel marmo un’idea meravigliosa e compiuta.
Ecco, sono sempre stata sensibile al fascino dei racconti di chi vende l’anima al diavolo per realizzare un sogno, purché sia un sogno capace di cambiare la vita a dispetto dell’eternità. Il mio sogno, oggi, è il ritorno.
V


4 Responses to “La Sicilia è un sogno infuocato”
Da siciliano riconosco la lenta e insidiosa magia che il continente in cui vivo instilla nell’animo di chi lo visita. La Sicilia di cui parli è un luogo del pensiero, l’eros che si fa panorama, la luce che diventa cultura. Ti auguro di tornare, di riattraversare la ferita azzurra che ci divide dal continente e di essere nuovamente folgorata per vivere più a lungo. ENZO
Ps: ieri pomeriggio ero al teatro antico di Taormina, proprio quello della foto.
By enzorasi on giu 10, 2010
Enzo, io mi vanto di non essere stata una semplice “visitatrice”. Ho girato la Sicilia in lungo e largo, ci ho passato settimane intere, ho avuto una relazione piuttosto lunga con un siciliano, ci sono poi tornata da “turista”, e ogni volta ho sentito quella magia di cui tu parli, e che il tempo non può cancellare…
Grazie per l’augurio. Spero si avveri presto.
By VforValentina on giu 10, 2010
Capisco benissimo! La Sicilia, quando prende, non molla più.
Io mi sento molto fortunata perché sui luoghi di altre “possibili vite” sono riuscita a tornare stabilmente, e fanno parte della mia vita di oggi, e qualche volta il mio lavoro è raccontarli.
By Ilaria on giu 17, 2010
@ Ilaria: è molto bella l’espressione che usi, «sui luoghi di altre possibili vite». Molto poetica.
By VforValentina on giu 18, 2010