Cose fatte in una buona giornata

13 maggio 2010 – 09:06

L’altro giorno è stato un buon giorno. Ho fatto delle cose che mi hanno procurato profondo benessere. Le elenco.

1. Ho ritirato il nuovo MacBook Pro (roba da acquolina in bocca). Ho pure comprato nuove e tecnologicissime cuffiette  per l’iPhone.
2. Sono inciampata per strada perché ho messo il piede su un tappo di bottiglia. Interpretata la faccenda come un Segno, sono andata a fare un aperitivo reclutando in quattro e quattr’otto un amico.
3. Mi sono dedicata alla lettura di alcune feroci critiche raccolte nello spassosissimo volume aNobii, il tarlo della lettura. Ve ne riporto qualche stralcio, perché ne vale la pena. (E’ superfluo precisare che le condivido in pieno?)

Il Piccolo Principe

Dicono: «Buonista, fesso, vigliacco, scontato, detestabile. Un concentrato di cialtroneria». (E mi verrebbe voglia di incitarlo, quest’Uomo Letterariamente Perfetto: sì, così, ancora! … Musica per le mie orecchie…)
Rincarano: «Esprimendosi è facile si venga travisati, quanto più il proprio stile si asciuga quanto più arriva vicino alla frase lapidaria e marmorea, quanto più finisce nelle smemorande, negli sms e in altre frequenti collezioni del luogo comune». (Freddo, chirurgico, meraviglioso nel suo distacco snob.)

Baricco, in genere

Dicono: «Ma ve la ricordate la polemica con Giulio Ferroni perché la critica lo commentava senza leggerlo e quelli gli rispondevano “No, guarda che ti leggiamo, è che ci fai cagare”? Un mese, c’è andato avanti… Va beh, nel caso [di Seta] trattasi di peregrinazioni trombanti di produttore di seta dal Veneto alla Cina e ritorno, in un arco temporale tipo trentennale che Baricco magistralmente  condensa nelle solite sette-otto paginette espanse a novanta coll’astuto stratagemma di stampare in Tahoma 82. Poi ci hanno fatto su un film che regista e attori ancora scappano». (Nulla da aggiungere. Delizioso!)

Niccolò Ammaniti

Dicono a proposito di Come Dio comanda (occhio che siamo in presenza di un esempio di perfezione critica): «C’è chi si lamenta perché manca il finale; a me sembra che manchi anche il romanzo».
Un altro (perversamente e cattivissimamente umoristico) tuona: «Il fulmine sulla copertina spero sia finito sulla casa di Ammaniti»…

Per quanto mi riguarda, io, l’Ammaniti, mi rifiuto di leggerlo. Anzi, prendendo a prestito un’altra bruciante battuta (scritta a proposito di quell’altro polpettone misticheggiante e fricchettone che è Siddharta) mi viene da dire: «Se questo libro non mi ha cambiato la vita è solo perché non l’ho letto».

Adoro…

V

  1. 7 Responses to “Cose fatte in una buona giornata”

  2. Sto cominciando anch’io a lavorare per me.. Colgo l’attimo e vivo amando prima di tutto me stessa.. Il viaggio mi ha chiarito e fatto pulizia nella mente.. Fatto il punto della situazione, si vive!! Con passione!!

    By Eugenia on mag 13, 2010

  3. Non so ……però tutto ciò mi ricorda una specie di relazione con il mondo del calcio….quando ci si riuniva da ragazzini per giocare di solito al più scarso si diceva ok tu stai in porta…e se c’era proprio quello scarso scarso fai l’arbitro… questo durante la partita si prendeva rivincite incredibili nei confronti dei giocatori che lo avevano escluso dal gioco…ora non vorrei che questi critici fossero come l’arbitro esclusi dal gioco dello scrivere…..

    By Luca on mag 13, 2010

  4. @ Eugenia: sono felice che NY ti abbia rinvigorito… Non vedo l’ora di fare sul serio quattro chiacchiere assieme! :-)

    @ Luca: guarda, ti appoggio del tutto perché anch’io la penso così. Chi non sa creare in linea di massima critica. Ma la critica feroce mi diverte un sacco! Quasi quanto la buona letteratura!
    :-D

    By VforValentina on mag 13, 2010

  5. Sempre più spesso m’imbatto in persone che recensiscono libri su aNobii, e considerato che in Italia, dicono le statistiche, si legge poco, a questo punto mi domando: è una nuova mania? O forse è un modo come un altro per farsi venire la voglia di leggere?

    Lo ammetto, sono un po’ polemico e, pur non trovandoci nulla di “sconveniente” in tutta questa storia, ammetto che è un’ottima iniziativa, ma mi domando di contro: quante delle persone che esprimono un loro parere sono veramente in grado di farlo?

    Personalmente mi ritengo un divoratore di tutto ciò che è scritto, ma so anche che un autore (è vero, oggi scrivono tutti e tanti anche male…) più che per una singola opera, va visto in tutto il suo percorso, che sia uno scrittore, un regista, un pittore ecc. ecc.

    Senza contare che le impressioni personali, possono essere condizionate da antipatie o simpatie, e magari dipende anche con che stato d’animo è stato letto il primo libro… insomma, voglio dire che è molto difficile giudicare un libro, e nel caso, il giudizio è del tutto soggettivo, che può essere condiviso, è vero, ma niente di più.

    Piacciono anche a me le critiche feroci, ma non credi sia importante anche chi le fa e da quali presupposti parte?

    Scusa, come al solito mi sono dilungato, ma come ho già detto, tu mi stimoli la chiacchiera, devo preoccuparmi?

    By arthur on mag 13, 2010

  6. Spietati e divertenti!

    By simple on mag 14, 2010

  7. @ Arthur: mi piace stimolarti la chiacchiera e, avessi più tempo, mi piacerebbe anche dilungarmi nel risponderti… Purtroppo, come ti avevo accennato, in questi giorni sono presa dall’allestimento di una mostra spaventosamente complicata e non ho tempo di scrivere quasi più nulla!
    By the way. Stavolta non sono d’accordo con te… Anche io ritengo che sia importante da quale pulpito viene “la predica”, ma ritenendomi una persona dotata di un buon senso critico e di una certa capacità di giudizio, quale unica referenza chiedo – a chi valuta letture o altra forma di arte – intelligenza, preparazione e uno sguardo inusuale. Che poi il giudizio si formi sulla fruizione di un’opera sola o dell’opera omnia di un autore, be’, secondo me non è importante. Ovvio, il contesto è significativo, il percorso svolto è significativo, ma ciò non toglie che un’opera è un mondo a se stante.
    Quel che intendo dire è che, quando leggo un libro, non mi interessa quali altri libri dello stesso autore sono stati scritti e come: quel preciso romanzo è un microcosmo a sé, che mi dice qualcosa, mi comunica idee, emozioni e riflessioni. Al limite, se è bello mi invoglierà a leggerne altri dello stesso autore, se è brutto… be’, dipende da quanto è brutto: se lo è tanto tanto, allora ci pianto lì. Se lo solo un poco… magari ritento!
    Il fatto che molti scrivano “critiche” non è un cattivo segno, per me. Perché comunque indica vivacità di pensiero, curiosità. Che poi molte cose siano delle autentiche boiate (che sarebbe stato meglio non avessero visto la luce), è innegabile. Ma è un rischio che si deve correre se si vuole trovare qualcosa di interessante da leggere…
    Ok, mi sono dilungata un sacco anch’io! ;-)

    By VforValentina on mag 15, 2010

  8. Beh, il fatto di non essere d’accordo, ogni tanto ( ;) ), non è poi tanto male, fa si che la discussione diventi più animata e magari alla fine si trova ugualmente un punto d’incontro.

    Quel che dici è verissimo, anche se la cosa mi fa venire in mente che se avessi dovuto, ai tempi del liceo, giudicare Alessandro Manzoni solo per i suoi Promessi Sposi, lo avrei senz’altro buttato al macero ( l’unico modo che la mia insegnante di lettere ha avuto per obbligarmi a leggere quel romanzo, era stato propormi di fare un parallelo tra lui e Giovanni Verga, Promessi Sposi e I Malavoglia, per cui fui obbligato a leggerlo sul serio, visto e considerato che adoravo Verga e quindi, dovevo pur trovare qualcosa per demolirlo… :-) )

    Insomma, è vero, ogni romanzo è un microcosmo a sé (mai definizione fu più appropriata…), ma non l’autore, che in ogni romanzo lascia qualche pezzetto di se stesso, e che cresce man mano crescono i suoi romanzi. (credo!)

    Forse il concetto dell’opera omnia è più giusto vederla in altre manifestazioni artistiche, musica, pittura, scultura, cinema… ma ciò non toglie che può essere determinante anche in uno scrittore.
    Ma quello che contestavo, in effetti, è tutta questa ipercriticità che trovo da un po’ di tempo a questa parte in giro per la rete (quanti tuttologi… ), e indubbiamente il buon senso e una buona capacità di giudizio aiuta a scovare “intelligenza, preparazione e uno sguardo inusuale…”, ma quanta fatica ci vuole… credo! :-)

    Buon fine settimana e… o forse è meglio dire, buon lavoro.

    Ps: evvai con questi dilungamenti… ;) (oh mannaggia, si può dire?)

    By arthur on mag 15, 2010

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