Just a story (la fine)

6 maggio 2010 – 09:00

Io la mano te la tendo, ma tu stringila forte, ed è stato facile farlo, come tutte le cose giuste – è stato facile. Tu cos’avresti fatto? Io avrei stretto, e ho stretto ma talmente forte che ho finito con l’abbracciare il nulla, e quando mi sono svegliata c’era un nulla rumoroso nelle mie orecchie e fra le braccia. Talmente rumoroso che ho urlato e poi ancora, ho urlato fino a bruciarmi la gola. Negli occhi: cancellata ogni immagine, ogni ricordo, biglie colorate e convesse su cui tutto era scivolato via come una goccia di pioggia estiva. E io ero scivolata prima e più in fretta di qualunque goccia o lacrima salata sulle labbra.
La fine è stato il ferroso partire di un treno, così lento a macinare i primi metri, così inesorabilmente veloce nel trascinare via i chilometri successivi, e poi restano soltanto rotaie sporche, abortite di sogni. Il corpo è rimasto immobile e inebetito sulla banchina, mentre tutto quel che ci sta dentro è esploso in un accecante silenzio tutt’attorno. E’ rimasta solo la falsa immagine di un abbraccio, mentre il mondo attorno si proiettava sulle pareti di un cinema muto in cui non avevo più voglia di andare.

V

  1. 3 Responses to “Just a story (la fine)”

  2. (nodo in gola)

    By simple on mag 6, 2010

  3. Sono arrivato qui in un giorno di noia girovagando fra i blog di gente sconosciuta. Attratto e sorpreso leggo di te, i tuoi pensieri. Belli, piacevoli. Poi ad un tratto il nome del tuo blog sembra prendere vita, vai via, decidi di chiudere perchè qualcuno forse fuori meritava attenzioni, tempo e spazio. E lì mi rivedo in quel che provavo, in quel che volevo, in quel che speravo. Poi riappari, una serie lunga di post. Strano per chi scriveva con parsimonia. Dicono che nei momenti bui e tristi l’ispirazione sia maggiore. E mi rivedo di nuovo, nelle aspettative deluse, nei sogni infranti, nei desideri portati via dal vento. Il cuore infranto, le mani non più tese, l’abbraccio svanito.

    Scusa l’intrusione, non ho resistito

    By Rocco on mag 6, 2010

  4. @ Rocco: non ti scusare, ti prego, di questa bellissima “intrusione”.
    Hai ragione, forse l’ispirazione – come dici tu – è maggiore nei momenti difficili, non lo nego.
    C’è però anche un altro aspetto, ed è quello del mondo concreto, delle cose “da fare”, del lavoro che risucchia e lascia poco tempo e poco spazio alla “creazione”. Ecco, mi ritaglio momenti di notte, pur di scrivere: è come un fiume in piena, una vena tenuta compressa per tutto il giorno, e che – nonostante la stanchezza – richiede potentemente di essere liberata, in un qualche modo, in un qualunque momento.
    Grazie per aver lasciato traccia di te.

    By VforValentina on mag 6, 2010

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