L’uomo Ratzinger

Ricordo che, quando elessero papa Benedetto XVI, rimasi male. Quell’uomo non mi piaceva, non mi piacevano i suoi occhi cerchiati di nero, e nemmeno la sua fama di teorico reazionario e inflessibile. Mi sembrava un enorme passo indietro rispetto alla grande umanità empatica di Giovanni Paolo II.

Quel che sta emergendo nelle ultime settimane – gli scandali sugli abusi sessuali, l’omertà della Santa Sede – è un fatto gravissimo. Ma è proprio in questo contesto così torbido, così smaccatamente sbagliato e rivoltante che, per la prima volta, Ratzinger suscita in me reazioni diverse da quell’iniziale antipatia epidermica.

Ovviamente sono consapevole del fatto che non si possono elaborare giudizi e punti di vista sulla base di emozioni, impressioni e simpatie a pelle. Ci sono i fatti, la cronaca, le informazioni. Ma c’è un aspetto che mi stride, quando rifletto sull’accanimento delle innumerevoli accuse che vengono mosse al pontefice e alla Chiesa cattolica.

Giovanni Paolo II era umano; aveva una chimica talmente felice da renderlo immediatamente amato e compreso. Benedetto XVI non è dotato della stessa chimica felice, anzi. La questione sta nel fatto che, in entrambi i casi, i giudizi sono tagliati con l’accetta: tutto il buono da un lato, tutto il male dall’altro. E io provo una spontanea diffidenza verso i giudizi netti e senza sfumature.

Questo papa sta vivendo uno dei periodi più bui nella storia della Chiesa. Ha commesso errori gravissimi, e la sua posizione dire che è scomoda è dire poco. Ma io penso all’uomo Ratzinger, all’individuo che, una volta spenti i riflettori, si ritrova da solo con se stesso, nelle sue stanze, magari prima di addormentarsi. Quell’uomo suscita in me una grande pena.

Ho letto un articolo su La Spampa, qualche giorno fa. Si diceva che la Chiesa, in una società come la nostra invasa dal relativismo morale, si pone come fine ultimo quello di essere un punto di riferimento solido e certo per le questioni di etica. E’ chiaro che, oggi come oggi – attaccata da ogni parte, e credo non del tutto ingiustamente – la Chiesa sia più che mai traballante in questo suo ruolo. Ma credo anche che, se c’è una persona convinta di questa sua funzione regolatrice, questa persona sia Ratzinger.

Mi dà l’impressione di una massaia che, alla prese con una sporcizia pervicace, tenta il tutto per tutto nascondendo la polvere sotto i tappeti e i letti di casa. Si dà un gran daffare, pur sapendo che la sporcizia tornerà ben presto a galla.

Ecco, oggi io vedo Benedetto XVI come un uomo alle prese con qualcosa di più grande di lui, un uomo schiacciato, un uomo impotente. Questa sua impotenza, il peso di questa condanna senza appello continua e dilagante, ecco, lo rendono umano ai miei occhi.

In questo mio voler vedere l’aspetto umano di un pontefice discutibile e ambiguo non c’è una sorta di assoluzione morale per quel che ha fatto o quel che è accusato di aver fatto. E’ piuttosto una sospensione del giudizio. Un voler credere che da un lato ci sono responsabilità e azioni oggettive che vanno chiarite e valutate nel modo più obiettivo possibile; e che, dall’altro lato, c’è un individuo costretto a portare un peso – il peso della condanna, del giudizio senza sfumature e senza attenuanti – che è insostenibile e sfiancante.
Quell’uomo – non il pontefice, non la guida spirituale – merita che io, cattolica non praticante e forse nemmeno credente, su di lui al momento sospenda ogni facile dagli all’untore.

Update: linko qui un interessante articolo che mi è stato segnalato da un commentatore.

V

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30 risposte a L’uomo Ratzinger

  1. Luca scrive:

    Come uomo mai praticante (funerali esclusi) e forse, un forse molto molto moto molto blando nemmeno credente mi associo al centopercento
    Poi onestamente sedersi sullo scranno di Giovanni Paolo II e prenderne l’eredità, ragazzi ci vuole un coraggio da leoni perchè che tutto vada bene ne esci drasticamente ridimensionato in ogni caso, ma soprattutto ti sei preso sulle spalle tutte quelle responsabilità che il mondo non ha avuto il coraggio di dare al tuo predecessore, perchè ormai assurto a livello di icona di “santo subito”

  2. VforValentina scrive:

    @ Luca: vedi, hai sintetizzato benissimo quel che volevo dire. Ciò a cui mi oppongo è proprio questa dicotomia tra “santo subito” e “dagli all’untore”. Sono persuasa del fatto che ambedue gli atteggiamenti, purtroppo, siano dovuti a ignoranza e semplicismo. “Peccati” (se vogliamo usare un termine evangelico) per me gravissimi.

  3. Martina scrive:

    Cara Valentina, passo di qua come promesso.
    Allora, facciamo delle premesse prima di cominciare a scrivere quello che forse già ti immagini. Io sono atea, probabimente da quando avevo 12 anni. Profondamente mangiapreti, credo nella totale inutilità di tutte le religioni, specialmente quella cattolica, ancorata in dogmi misogeni, omofobi ed anacronistici. Salvo un po’ quella buddista che tra l’altro non è neppure una religione ma una filosofia.
    Premesse fatte.
    Sparo.
    Ratzinger non mi fa pena. È un criminale. Ha coperto centinaia di pedofili. Un’altra persona che non indossasse una gonnella bianca e scarpe di Prada sarebbe già statomesso sotto inchiesta dall’ONU.
    In Irlanda ci sono state un milione di vittime degli abusi della chiesa. Lo riscrivo, cosi’ si capisce. UN MILIONE DI VITTIME. Solo in Irlanda, che ha 4 milioni di abitanti. Tutti coperti non solo da Ratzinger, ma anche da quel “sant’uomo” di Woytjla, che stringeva allegramente la mano a dittatori sudamericani. E proibiva l’uso dei preservativi in un centinente devastato dall’AIDS, l’Africa appunto.
    Pietà? Chi muore di fame o sotto i bombardamenti di inique guerre (sempre e solo religiose ormai) mi fa pietà. Mi fanno pietà i disoccupati che non riescono ad arrivare a fine mese. I disabili che vengono discriminati da una società dell’immagine.
    I bambini stuprati da preti psicotici protetti e tutelati dal vaticano, ecco quelli mi fanno pietà.
    questo non è un attacco personale a te, sia ben chiaro, leggo il tuo blog sempre con piacere. Però penso che sia necessaria una posizione ferma in questo momento.
    Lui non ha avuto pietà per i ragazzini stuprati, frustrati, picchiati, torturati dai suoi “dipendenti”. Perché dovrei avrela io per lui?
    Un abbraccio

  4. VforValentina scrive:

    @ Cara Martina, ho letto più volte e con attenzione il tuo commento. Come ho fatto ieri con il tuo post.
    Ci sono un paio di cose che vorrei precisare, prima di “sparare” (si fa per dire) anch’io.
    La prima è che non credo assolutamente che tutte le guerre che ancora oggi straziano la terra siano guerre di religione, come dici tu. Credo, anzi, che le guerre di religione non siano quasi mai esistite. Le guerre, purtroppo, sono guerre economiche, guerre di conquista, guerre di potere. La religione è, per così dire, lo specchietto per le allodole.

    La seconda cosa è l’obiezione che implicitamente mi muovi, ovvero che la pietà va alle vittime, non già a chi ha taciuto, favoreggiato o coperto gli aguzzini. Ecco, non sono d’accordo. Ovviamente le vittime hanno tutta la mia pietà, ma non solo. Hanno tutta la mia com-passione – nel senso etimologico del termine. Hanno il mio dolore, che condivido con loro.
    Ma la “pietà” di cui parlo io è un sentimento molto più ampio, un sentimento da uomo a uomo, da persona imperfetta a persona imperfetta. Ti faccio un esempio, che c’entra poco nelle tematiche ma esprime meglio il concetto.

    Ho lavorato per anni sulla mia tesi di laurea che trattava della Shoah. Mi sono immersa per anni nell’orrore dei campi di concentramento, della deportazione, dei fatti storici nudi e crudi, nelle biografie dei sopravvissuti e degli aguzzini. Alla fine, ho potuto farmi un’idea. E l’idea è che quei “mostri” – dal più infimo dei kapò ai comandanti – non erano davvero mostri. Ci piace, oggi, pensarlo, perché ci aiuta a tenere lontano da noi l’orrore. Ma quelle persone erano persone normali che avevano una vita normale, in momento storico impazzito e folle.
    Scrivendo la tesi mi è capitato di pensare che la condanna morale che oggi io scaglio contro quelle persone (che si macchiarono di crimini orrendi) vale poco. Chi sarei stata io in quell’epoca, in quella società, in quel contesto? Avrei avuto la forza morale di resistere, oppormi, essere giusta? Non lo so.

    Allo stesso modo, io non sono nel Papa, non so quali verità o quali menzogne abbia coperto, non so di quali crimini si sia macchiato. Ma posso provare ad intuire quali pesanti pressioni – morali, sociali, spirituali – stia vivendo. Posso provare a capire la sua natura di uomo (fragile, imperfetto, fallibile e – chi lo sa – forse malvagio), ma non voglio in alcun modo affibbiargli l’etichetta di “mostro”. Per quello ci penserà la Storia, se sarà necessario.

    Spero, con questo, di aver chiarito un po’ meglio la mia posizione…

  5. arthur scrive:

    Leggo te e leggo Martina (in effetti non conosco entrambe…) e se devo essere sincero, non saprei da che parte stare effettivamente.

    Ho seguito poco questa storia dei preti pedofili, ma non per disinteresse, ma solo perché è una vecchia storia che oggi, magari in mancanza di altre polpose notizie, si sta amplificando, con la logica conseguenza della ricerca di un capro espiratorio che nell’uomo Ratzinger coincide perfettamente.

    Anch’io all’inizio, come te, ho provato avversione nei suoi confronti, non mi era simpatico e non mi è simpatico tuttora, ma ritenendomi un cattolico all’acqua di rose, per giunta quasi mai praticante, pensavo che la mia “antipatia” fosse data dal fatto che, come hai giustamente detto, lui fosse assolutamente privo di carisma e quindi, non mi sono posto più di tanto il problema.

    Riflettendo su quanto hai scritto, non posso fare altro che pensare che l’uomo Ratzinger in questo momento abbia senz’altro bisogno di essere, non compreso, ma quanto meno visto in tutta la sua umanità di uomo, perché se non è giusto quello che ha fatto ai tempi in cui ha coperto i preti pedofili, non è neanche giusto oggi metterlo a tutti i costi alla gogna, perché credo che per questo basti solo la sua coscienza, che nella posizione che occupa, deve schiacciarlo come un macigno.

    Di tutta questa storia, non mi piace il voler sbattere a tutti i costi il mostro in prima pagina, abitudine ormai abbondantemente diffusa, e che, tra l’altro, ci fa perdere di vista quali sono i veri problemi che affliggono e condizionano le nostre scelte quotidiane. Il problema preti pedofili è sempre esistito e, sempre esisterà, immagino, ciò non vuol dire che non debba essere affrontato con serietà e impegno, da un potere che forse ha finalmente capito che la sua sopravvivenza e credibilità sta per vacillare, non a caso sono sempre di più le persone che si allontanano dalla chiesa, e forse questo Papa ne è in parte responsabile, ma per farlo, non servono le campagne tipo quella di Richard Dawkins, (mi scuso con Martina per questa affermazione…), ma solo perché parte da dei presupposti che non hanno niente a che vedere con questo problema.

    Per il resto, quoto in pieno ciò che ha detto Martina, pietà per le vittime, come anche il tuo pensiero.

  6. VforValentina scrive:

    @ Arthur: condivido in pieno quel che scrivi. Nemmeno a me piace questa tendenza – non so se solo italiana, o tipica dei nostri tempi – di sbattere, come dici tu, il mostro in prima pagina. La trovo perversa. La trovo una facile forma di assoluzione per tutti noi “normali” che, così facendo, e come scrivevo sopra a Martina, ci illudiamo di tenere lontano da noi l’orrore, illudendoci così di essere, e con poco sforzo, etici, magari nobili, sicuramente “puliti”.
    Io non ci credo. Non credo che siamo nobili, etici e puliti. Credo piuttosto nelle circostanze, che ci portano ad essere quello che siamo. E che dovrebbero altresì portarci a non giudicare con superficialità chi è altro in altre circostanze.
    Cosa che, spero non mi si fraintenda, non significa lasciar correre, far finta di, o esimersi dal prendere posizione. Ma significa solo, in ultima istanza, sospendere il giudizio.

  7. piero scrive:

    Valentina bentornata. Spero che gli interventi su argomenti delicati come questo che hai scelto non siano tutti come quelli di Martina che fa affermazioni esplosive e di ideologia più violenta della violenza che dice di voler combattere. L’un per cento di tutti i sacerdoti è interessato dallo schifo pedofilia e su questa esigua percentuale si è imbastito un casino mediatico incredibile, al di là e aldi qua dell’oceano. Martina non ha pietà. perchè dovrebbe averne? Cosa sa di così certo di questo Papa per cui prova ribrezzo? E del turismo sessuale in Indonesia molto più diffuso come mai i media non parlano? Eh Martina, come mai non parlano dei bambini di strada rumeni, delle bambine islamiche infubulate e stuprate legalmente col l’avallo del Corano e spose a 10 anni? Un po’ di casino per questo no? Sai una cosa Martina la vera criminale del pensiero sei tu. Vergognati di una strumentalizzazione così palese e volgare di un messaggio religioso che ha nella difesa dei bambini la parola evangelica più dura e in questo pontefice un lucido accusatore dei suoi sacerdoti che sono caduti in un peccato tanto terribile. PIERO

  8. VforValentina scrive:

    @ Piero: il fatto che “solo” l’un per cento dei sacerdoti sia interessato dallo scandalo pedofilia, però, non ha alcun significato. Fosse anche solo un prete su un milione, quel che addolora, ripugna e urta le coscienze è il fatto che a commettere quell’atto sia una persona che – per sua stessa scelta di vita – ha deciso di fare di se stesso il tramite tra Dio e l’uomo, di porsi come guida morale, di essere un esempio per altri uomini, potendoli a sua volta condannare, assolvere e giudicare.
    In un momento in cui la Chiesa è malvista per molte questioni (aborto, omosessualità, divorzio, malattie, sperimentazione medica e via dicendo), in relazione alle quali propone posizioni per molti versi retrograde se non addirittura imbarazzanti, questo ulteriore “colpo” alla sua immagine spirituale, al suo ruolo di baluardo morale, appare ai più (giustamente) inaccettabile.

    Su una cosa concordo con te: ci sono piaghe e ingiustizie molto più diffuse di quella di cui stiamo parlando qui e che, volenti o no, suscitano meno scalpore. Anche questo, a suo modo, è uno scandalo. E’ uno scandalo il silenzio che circonda ad esempio il turismo sessuale (lo si sa, tutti lo sanno, ma se ne parla il meno possibile) e molti altri fatti analoghi.
    E’ uno scandalo anche fare questa sorta di campionato della colpevolezza, dello schifo, delle brutture.
    Non so come uscirne, da tutto questo. L’unica cosa che posso fare io, nel mio piccolo, è coltivare la moderazione di giudizio. Come dici tu all’inizio (anche se io voglio generalizzare, e non riferirmi a Martina), aggiungere la violenza e l’odio dei nostri giudizi alla violenza e all’odio che ci sono nel mondo, non può che peggiorare le cose.

  9. Silvio scrive:

    Un milione di vittime? Su quattro milioni di abitanti? Non sono un esperto di matematica, ma a conti fatti, tutti i bambini irlandesi (ed anche gli adolescenti) sono stati vittima di preti pedofili. Mi sembrano cifre fuori luogo. Mi domando… e se fosse tutto ingigandito dai media? Si parte da un fatto, e se ne fa un caso enorme, senza confini… attacco alla Chiesa Cattolica. a me sembra che da un pò di tempo ci sia un vero attacco mediatico. Perchè attaccare la Chiesa? Questo mi domando, e non so dare risposta..
    ma di una cosa sono certo: che un’azione sbagliata ha sempre il potere di cancellare cento azioni giuste. Almeno qui, nella nostra amata e laica Europa.

    p.s. quel Sant’uomo di Woytjla ha proibito l’uso di concezionali a CHIUNQUE seguisse la regola cattolica. Cioè , in tutto il mondo. Anche in Italia. Non l’ha proibito (non ne aveva il potere) in un continente specifico.

  10. Silvio scrive:

    “anticoncezionali”

  11. VforValentina scrive:

    @ Silvio: in effetti, il numero riportato da Martina sembra un tantino eccessivo. Io, non sapendo, mi astengo dal commentare.
    Giustissimo il tuo interrogativo: perché la Chiesa? La risposta credo sia talmente complessa, sotteranea e articolata (interessi politici, economici, di potere, di ideologie, residui storici, tensioni sociali e quant’altro) da non poter essere articolata, almeno non per quelle che sono le mie conoscenze e la mia capacità intellettuale. Ma credo che tu abbia centrato il punto.

  12. Pingback: L’uomo Joseph Ratzinger

  13. Samuele scrive:

    Pensavo di essere molto anticattolico ma devo ammettere che in confronto a Martina mi sento più vicino a San Pietro.

    Essendo molto anticattolico ma anche bravo a fare quattro conti credo che un milione di vittime di preti pedofili in Irlanda sia una cifra fuori da qualsiasi logica esistente sul pianeta terra. Parlo di persone in vita.
    Se parliamo degli ultimi due milioni di anni allora la logica cambia ma se parliamo di statistica gradirei qualche informazione in più e lascerei i titoli scandalistici in maiuscolo a Novella 2000 e alla Gazzetta dello sport.

    Credo comunque che pensare che Joseph Ratzinger sia colpevole di tutto sia ingiusto e affrettato: ci sono tanti errori, tante vittime (compassione per loro) e tante esagerazioni. La Chiesa Cattolica non è esente da colpe, anzi, la maggior parte dei nostri problemi e delle nostre limitazioni derivano proprio dalla nostra retrocultura cattolica che volenti o nolenti abbiamo. Noi dovremmo cercare di capire senza esagerare e usando il cervello.

  14. Samuele scrive:

    Intervento a spot.
    Leggo: “L’un per cento di tutti i sacerdoti è interessato dallo schifo pedofilia e su questa esigua percentuale si è imbastito un casino mediatico incredibile, al di là e aldi qua dell’oceano. ” (Piero).

    Poi Valentina scrive “solo” fra virgolette.

    Non ho idea di quanti sacerdoti ci siano sul pianeta (troppi comunque) ma l’un per cento è un numero incredibilmente alto. Un numero spropositato. Uno su cento.

    Mi sono informato:
    http://www.fides.org/ita/statistiche/2000_4.html

    Ci sono 407262 sacerdoti nel mondo. Significa che oltre 4000 sacerdoti sono pedofili. Ci rendiamo conto? Parliamo di 4000 uomini che dovrebbero essere guida spirituale, insegnare il verbo di Dio, l’onesta, l’amore per il prossimo. SOLO 4000 sacerdoti pedofili.

    Senza considerare preti, curati di campagni, papi e quant’altro…

  15. VforValentina scrive:

    @ Samuele: “capire senza esagerare e usando il cervello” mi sembra una buona regola, in generale, valida sempre e in qualunque contesto. Anche in questo. Mi piace perché è una norma moderata e che invita alla moderazione.

    Ovviamente hai ragione quando dici che l’un per cento è una percentuale enorme, e forse le mie virgolette non sono bastate a sottolinearlo. Ad ogni modo, se si trattasse di un dato reale (chi mi conosce bene sa quanto io diffidi delle statistiche, sulla scia di Mark Twain e Bukowski), sarebbe spaventoso.

  16. piero scrive:

    VALENTINA, non siamo fatti tutti alla stessa maniera ma l’italiano come lingua dovrebbe essere uguale per tutti e “criminale” ha un solo significato. Esistono poi l’educazione, lo stile, il carattere etc. etc. …Martina insulta, io leggo ( questo è un luogo pubblico e tu nei sei la direttrice) e io rispondo per le rime. Punto. Con te per cultura ( in senso lato e stretto) penso di poter interloquire finora, con persone come Martina no, è una cosa molto semplice. Il fatto che i blog stiano diventando sempre più spesso teatro di finte discussioni mi terrorizza, ciao PIERO

  17. VforValentina scrive:

    @ Piero: ma infatti io non ho detto nulla sul tuo “attacco” a Martina (né sull’attacco stesso di Martina) in quanto sono più che mai convinta che ognuno abbia il diritto di dire quel che gli pare, purché non scada in insulti o cattiverie, con il tono che preferisce.
    Non so se ti riferissi a questo luogo in particolare, dicendo che i blog sono talvolta teatro di finte discussioni. Personalmente mi sembra che qui, in questo post, la discussione non sia finta ma anzi vivace e interessante. Poi, magari, non ti riferivi nemmeno a questo blog, non so…
    Per indole sono a favore della mediazione e della moderazione, quindi spero che con me tu possa continuare a discutere… :-)

  18. Martina scrive:

    Piero, hai mai conosciuto una persona che è stata stuprata ed abusata da un prete, con tutta la congragazione che ha coperto per decenni il crimine, che si è rovinata la vita e si sarebbe suicidato se non fosse stato per il supporto di associazioni che questa chiesa l’hanno sbattuta in prima pagina?
    No, è ovvio.
    Conosci i miei standar morali ed etici e le mie ideologie?
    No, è ovvio.
    Per cui ti invito a tacere, sei tu che trasudi violenza da ogni poro.

  19. Martina scrive:

    @Silvio, non sono cifre fuori luogo, sono documentate, cercati sul web l’associazione delle vittime “One in Four” (anche questa è matematica, un abitante su quattro) che ha denunciato la chiesa cattolica irlandese all’ONU ed ha un enorme peso politico in Irlanda. Sì, un’intera generazione è stata abusata, non hai idea com’è ridotta la gente qua, perché pensi che l’alcolismo sia un problema così enorme in questo paese? Sono persone che negano queste evidenze che insultano la dignità dei “sopravvissuti” (come si autodefiniscono, perché molti si sono suicidati, l’Irlanda ha il tasso di suiciodio maschile tra i più alti d’Europa). Per favore, informatevi, i dati sono tutti su Internet, nessuno se li inventa.

  20. Martina scrive:

    Un’ultima nota e poi non prendero’ piu’ parte a questa discussione che purtroppo è degenerata di fronte ai soliti commenti catto-intransigenti. Mi scuso con Valentina se si è sentita in qualsiasi modo offesa da questa disputa dialogica. Valentina, ribadisco, i tuoi post sono sempre di grande intelligenza.

  21. VforValentina scrive:

    @ Martina: non mi sono sentita affatto offesa, da nessuna delle parti in causa. Capisco che si tratta di argomenti talmente delicati da suscitare reazioni spesso anche violente e appassionate.
    Sono comunque felice che tu sia intervenuta col tuo punto di vista. Sicuramente hai arricchito il post. Grazie!

  22. arthur scrive:

    Credo che qualsiasi argomento, che sia discusso con veemenza o con pacatezza, abbia il vantaggio di arricchire le conoscenze di chi interviene e nel mio caso, ammetto che è stato molto istruttivo.

    Prima che leggessi quest’articolo di Valentina, come ho di già detto, l’argomento mi aveva sfiorato in maniera abbastanza marginale, dopo averlo letto (commenti compresi…) e dopo queste ultime affermazioni di Martina, mi è venuta voglia di approfondirlo, restando pur sempre dell’idea, almeno per il momento, che “in ultima istanza, è meglio sospendere il giudizio “ per usare le parole di Valentina.

    Devo andare a ringraziare Sancla… è da lei che ti ho conosciuto.

    Buon pomeriggio!

  23. VforValentina scrive:

    @ Francesca: be’, in effetti è curiosa questa “coincidenza” di vedute tra il “mio” papa schiacciato e impotente, e il “suo” papa depresso. Grazie per avermi segnalato l’articolo!

  24. bacco1977 scrive:

    Ciao valentina.
    E’ la prima volta che passo da qui. Un saluto innanzitutto.

    Mi dispiace che la discussione sia degenerata.
    Invece di insultarci con i soliti “comunisti, fascisti, razzisti, ecc.”, potremmo provare a parlare.

    Prima di cominciare una piccola premessa. Sono cattolico. Del tipo che quando entro in chiesa o leggo il vangelo mi escono le lacrime.
    Sono anche di destra, ex militante del fronte della gioventu’, ed oggi appartenente alla corrente nei cosiddetti “Montanelliani”

    Martina ha usato un tono forte. Non condivido il suo commento nella totalita’, ma visto che vivo in Irlanda anche io credo di poter parlare. Sono 1 milione gli irlandesi stuprati del clero. Ci sono i dati, c’e’ poco da aggiungere. Esiste l’associazione one in four. Fosse solo questo. Guardatevi film come Magdalene e poi tornate a commentare qui. Per non parlare di quanto la chiesa abbia contribuito alla poverta’ ed al classimso in questo paese.
    Per non parlare del carattere delle persone. gentili, educate, ma che per aprirsi hanno bisogno di un litro di guinness.

    La chiesa in Irlanda ha commessi crimini orribili. I dati sono quelli. Negarli veramente non ci farebbe onore, da cattolici.
    Per cui facciamo mea culpa e non diamo addosso a martina sui numeri, visto che ha ragione.

    Non condivido le parole come “Ratzinger criminale”, pero’ le comprendo, Se lui e’ responsabile di aver occultato la verita’ e’ penalmente colpevole. Criminale e’ colui che commette un crimine.
    Tecnicamente ha ragione lei. Certo, in questi termini pero’, il 90% del mondo sarebbe criminale. Ma da un prelato io mi aspetto una moralita’ ineccepibile. Ratzinger ha sbagliato. La storia lo giudichera’ per questo.

    Mi piace il post sulla visione di Ratzinger come capro espiatorio ed uomo solo. E’ suggestivo. C’e’ un fondo di vertita’, ma solo un fondo. Ratzinger ha fallito come papa in molte cose. In cosa?
    Lo lascio dire ad un alto prelato.
    Leggete tutti con attenzione:

    http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/15/news/hans_kung-3359034/

    Accettiamo le nostre colpe ma, dall’altro lato, e qui mi rivolgo a martina, ricordiamoci che atti di pedofilia si sono verificati in grosse quantita’ anche nei paesi comunisti, nelle scuole, orfanotrofi, collegi.
    E non possiamo non parlare dei crimini dell’islam, della pedofilia istituzionalizzata in quei paesi.
    L’essere umano tende alla barbarie, a prescindere dal credo religioso.

    Per noi cattolici, guardiamo alle colpe della chiesa senza nasconderle. E facciamo la nostra parte dando il nostro appoggio a quelle correnti del clero che sanno di rinnovamento e pulizia.
    O seguiamo questa strada o scompariremo. E lo sapete meglio di me.

    Vi saluto tutti

  25. VforValentina scrive:

    @ Bacco: ho guardato un paio di volte il film Magdalene, e lo ricordo come uno dei più strazianti e duri che abbia mai visto.
    Ovviamente la cifra avanzata da Martina parrebbe un’esagerazione ma, almeno per quanto mi riguarda, in effetti non mi sono mai presa il disturbo di verificarla. Non voglio negarla a priori, voglio solo dire che è spaventosa.
    L’articolo che linki è molto interessante. L’ho letto di sfuggita, ma ora andrò a leggerlo con più attenzione.
    Vorrei solo precisare una cosa: io non credo che, qui nei commenti, la discussione sia “degenerata”, come dici tu. Anzi, il fatto che ci sia del contraddittorio, dei toni forti, significa che l’argomento non è indifferente alle persone, che c’è coinvolgimento, che c’è attenzione e voglia di saperne di più, capirne di più. E questo, dal mio punto di vista, è un ottimo segnale.
    Grazie per essere passato di qui.

  26. Samuele scrive:

    Leggo un tot di cose che mi lasciano perplesso.
    Bacco scrive che sono un milione gli irlandesi stuprati dal clero. Dice che ci sono i dati ma NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO.

    Lo stupro è una cosa, l’abuso sessuale un’altra. MOLTO DIVERSA.
    Nel nostro caso si parla di abusi.
    L’associazione ONE in FOUR però non fa riferimento al clero… ma all’abuso sessuale (compresa la violenza) in generale.

    Un milione di irlandesi (1 su 4) hanno subito abusi sessuali. In italia una donna su due… non cambia molto.

    Se fosse diverso gradirei un link che mi spiegasse…

    Qui di clero non si parla:
    http://www.oneinfour.org/about/

  27. Samuele scrive:

    La fonte è questa:
    ‘Prevalence of Sexual Violence Child Sexual Abuse (defined as sexual abuse of children and adolescents under age 17 years).

    Girls: One in five women (20.4 per cent) reported experiencing contact sexual abuse in childhood with a further one in ten (10.0 per cent) reporting non-contact sexual abuse. In over a quarter of cases of contact abuse (i.e. 5.6 per cent of all girls), the abuse involved penetrative sex — either vaginal, anal or oral sex.

    Boys: One in six men (16.2 per cent) reported experiencing contact sexual abuse in childhood with a further one in four-teen (7.4 per cent) reporting non-contact sexual abuse. In one of every six cases of contact abuse (i.e. 2.7 per cent of all boys), the abuse involved penetrative sex — either anal or oral sex.’

    Source: McGee, H. Garavan, R., De Barra, M. Byrne, J and Conroy, R. (2002).The SAVI Report – Sexual Abuse and Violence in Ireland. Dublin: Liffey Press in Association with the Dublin Rape Crisis Centre.

    Quindi stupro: 5,6% delle donne, 2,7% degli uomini. Totale 8,3% della popolazione irlandese, 300 mila circa. MA NON DICE LA PAROLA CLERO PROPRIO DA NESSUNA PARTE.

    Non riempiamoci la bocca con parole e frasi grandi, inutili e false.

    Sia chiaro: questa è la fonte ufficiale one in four sul proprio sito.
    Quindi

  28. Samuele scrive:

    Continuo perchè diventa divertente:

    Per favore, informatevi, i dati sono tutti su Internet, nessuno se li inventa. By Martina on apr 15, 2010

    Io ho controllato, molto bene. E i dati che propone OneInFour sono molto diversi… E’ vero che OneInFour ha denunciato il clero ma le sue statistiche si riferiscono non solamente al clero.

    Quindi forse qualcuno inventa… magari proprio tu. :-)

  29. VforValentina scrive:

    @ Samu: che dire, hai fatto un ottimo lavoro! Ora andrò a leggere attentamente il sito One in Four. Se è come dici, quel che penso è che le statistiche riportate da Martina e Bacco non siano una loro “invenzione”, ma l’idea di una parte decisamente anticattolica che vuole gettare sempre più discredito sulla Chiesa.

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