Ero così già da adolescente: con un tasso di simpatia decente ma molto nascosto – che, facendo una media, si tramutava in accentuata antipatia epidermica.
Per essere simpatica devo essere ubriaca, o molto a mio agio, o con persone che mi conoscono talmente bene da fregarsene. E io devo potermi dimenticare di me stessa, almeno per cinque minuti.
Soffro di una iper-percezione dei miei processi emotivi, fisici e mentali. Ed è una iattura indescrivibile.
E perché mai iattura indescrivibile?
Essere sensibili significa avere percezione di se e di ciò che ci circonda e poi, le persone sensibili vivono le emozioni con trasporto e quindi…
Ti ho letta da Simple ed eccomi qui.
Ciao, vado a fare un giro.
@ Arthur: benvenuto, quindi! Essere sensibili, come dici tu, significa sicuramente vivere le emozioni con trasporto. Ma quel trasporto, talvolta, può esacerbare il bello come il brutto, farti oscillare – qualche volta insopportabilmente – tra stati d’animo contraddittori ma ugualmente violenti.
mi sorprendi ogni volta
leggi il mio dammi un voto miticaa
Bentornata
@ Guido: grazie! Domani passerò da te.
@ Splendidi:
Essere e apparire… brrrr.. che brivido a ritrovarmi talmente tanto in questi tratti… beh, segno zodiacale non mente
ale
@ Ale: segno zodiacale e, credo, una certa affinità nel sentire…
Un bacio, cara!
Sono passato ogni 5-6 giorni da un blog con cui avevi “rapporti” visto che il tuo era inaccessibile. Ritrovarti è una consolazione, leggere della tua ruvidità sociale un fatto conosciuto. Il resto è vita. Bentornata.
@ Enzo: «ruvidità sociale» è un’espressione che mi piace molto. Molto molto. E penso sia azzeccata.
Grazie e benvenuto a te!