«Passo e chiudo»: ma in realtà non chiudo mai veramente.
Quel che posso dire, a mia discolpa, è che ho una fottutissima paura di chiudere porte, spegnere luci, mandare a fanculo persone, e questo perché sono dipendente da sensazioni e cose e gente, cacciatrice inesausta di possibilità: tutto, tutti, sempre e per sempre, ora.
Ci provo, a chiudere, ma poi mi prende l’ansia. So fare molte cose: so suonare il pianoforte, parlare il francese, cucinare una torta al cioccolato strepitosa; so leggere le formule chimiche e capire testi di filosofia, so tenere pulita una casa, se voglio, e so stare zitta.
So fare un sacco di cose, ma non so chiudere i cerchi né comporre versi.
Non so chiudere porte, né storie a cui tengo, né i blog. Riapro. Tendo sempre a riaprire varchi.
Pare sia un problema; pare che, sotto questa patologica impossibilità a terminare alcunché, ci sia dello psichicamente torbido.
Quel che voglio dire, a mia parziale discolpa, è che – quando riapro spazi e valenze – è perché credo ne valga la pena, perché qualcosa è cambiato in me o fuori di me, e quella riapertura non ha proprio niente di diverso da un nuovo inizio.

Questa sì che è una buona notizia !! Brava
screanzata !
@ Nicky: grazie, cara!
@ Rick: ma perché ‘screanzata’?! Sono “mobile qual piuma al vento”… c’era da aspettarselo!!
Bentornata, si sentiva proprio tanto la tua mancanza.
@ Simple: troppo buona, come sempre…
Benissimo, brava!
Ne vale la pena sì, se tu senti che ne hai voglia e bisogno
@ Paolo: bentrovato!!
@ Laura: grazie! Mi piace l’entusiasmo che sto vedendo oggi… mi gratifica molto!
Wow… Quanto ti capisco. Io non riesco a scrivere la parola fine a nulla (tranne poche eccezioni). Credo però (e qui il senso di colpa dovrebbe tacere) che il trucco stia nel non farlo consapevolmente, sapendo quel che si fa e soprattutto perché.
E mi sembra che le tue risposte tu le abbia…
Sarei curiosa di sapere cos’altro non chiudi oltre al blog.
Un nuovo inizio… che bellezza! Mi piace mi piace!
Bentornata!
@ Ilaria: ora come ora, una delle cose per me più spaventose sarebbe agire e non sapere il perché – o i perché (quelli razionali, quelli profondi, quelli bastardissimi e nascosti). Quindi, sì, cerco di avere più risposte che posso.
Ma è una fase, passerà! E quando torneranno solo le domande, be’, sarà un bel giorno: quello, sul serio, sarà l’inizio.
Molte cose si sono chiuse, in quest’ultimo mese. Avevo bisogno di aprirne qualcuna di sostanziosa, che non venisse crepata come un muro scalcinato al primo soffio di vento.
Questa cosa sono io.
se parli francese, e sai fare la torta al cioccolato strepitosa …per me puoi fare tutto quello che vuoi anche se hai del psichicamente torbido
@ Luca: non potevi farmi complimento più bello!
Poteva essere altrimenti?
ciao bella “compaesana”
ale
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@ Ale: bentornata a te! E’ bello “rivederti” qui!