Destini incrociati
17 gennaio 2010 – 21:36
Da ragazzina la pensavo come quella canzone là. Pensavo che da qualche parte nel mondo ci fosse “lui” che stava vivendo la sua vita, studiava, o chissà che lavoro faceva. Lo immaginavo seduto ad un tavolo circondato da amici, e lo vedevo addirittura ridere bevendo una birra, fare quei gesti belli che – già lo sapevo – un giorno avremmo condiviso. E ogni tanto osavo pensare che anche lui, in certi dopocena pieni di amici e di birre, immaginasse fugacemente che “Valentina” da qualche parte c’era, e lo stava aspettando. Anche se i nostri destini, ancora, non si erano incrociati.
C’è stato un giorno di un paio di anni fa in cui due persone si scrissero parole per la prima volta. La cosa più furibonda del destino è che il destino può stare nascosto per anni, ad occhi chiusi e col sorriso sulle labbra, calmo, serafico, irridente. Poi il tempo passa, e quell’angolo di destino viene poco a poco illuminato da una luce sempre più chiara, finché gli occhi si spalancano e il sorriso diventa una risata a gola aperta.
Il destino è uno sguardo che illumina.
Quando i nostri destini si sono incrociati, quasi esattamente due anni dopo quel primo scambio di parole scritte, lui parlò per primo e, con la sua bella voce sconosciuta, disse qualcosa che tappò per sempre la bocca al destino. Disse: «Finalmente», e ogni cosa cominciò a vivere di luce propria. Non c’erano più segnali, zone d’ombra, occhi socchiusi o mezze parole dette sussurrando. C’era l’evidenza del presente proiettato in fuga verso il futuro.
Un bel giorno mi misi un anello al dito. Fu un gesto spontaneo e allegro che parlava di due anni passati ad aspettare che “noi” ci incrociassimo, che il destino venisse allo scoperto, che le parole diventassero carne, che la carne diventasse piacere godimento e amore. Mi misi un anello al dito per legarci il mio presente come un aquilone colorato, e per lasciare che il destino andasse per la sua strada, a rivelarsi ad altri individui e ad altre attese, che mi lasciasse in eredità soltanto i suoi occhi-fanali illuminati sulla vita, sulle ombre dissipate, sull’incontro ormai avvenuto.
Il destino è la tua voce quando la tua voce è diventata il mio presente.
V

8 Responses to “Destini incrociati”
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By Si on gen 18, 2010
Finalmente
By Si on gen 18, 2010
oh! Hai la capacità di raccontare cose personali con un tocco che le rende care a ognuno di noi, la capacità di trasmettere emozioni….
voglio dire, ho il batticuore dopo aver letto questo post
By alessandra on gen 19, 2010
Il tuo post mi fa sorridere. Mi fa anche venir, ancora più, voglia di incontrare una persona che spero sarà il mio presente.
M.
By mara on gen 19, 2010
meraviglia
By simple on gen 19, 2010
Bello! Sento molto il secondo paragrafo: la cosa più furibonda del destino è che sa starsene acquattato sotto un sasso mentre noi ci dimeniamo alla ricerca di cose che, tanto, accadranno, con o senza di noi.
By Ilaria on gen 20, 2010
…passavo di qui e mi son detto “perchè non salutarla!”…mi ci ritrovo una perla del genere con l’aggravante che sto vivendo anch’io una cosa simile…cazzarola è sempre così Vale…:D
Un bacio. Fatti sentire!
By Dado on feb 5, 2010
Conosco benissimo queste sensazioni… Che bello!
By nik on feb 11, 2010