A proposito di spese, pizze e code di cavallo

12 gennaio 2010 – 00:55

pizzaEro in fila alla cassa del Pam stasera, col mio cestello pieno di quattro robe strambe, e davanti a me c’era una ragazza col suo cestello pieno di altrettante robe strambe curiosamente simili alle mie, e la coda di cavallo. Be’, anche io avevo la coda di cavallo, stasera, ma la sua avrà avuto ad occhio e croce dieci anni meno della mia. Ecco.
In più, io ascoltavo pervicacemente musica dalle cuffie dell’iPhone, mentre lei – per bilanciare – indossava improbabili occhiali da vista bianchi e neri.
No, non è vero che le nostre spese erano uguali: lei aveva una confezione di pizza surgelata (alimento vitale per le studentesse fuori sede, ne so qualcosa), che io non posso più permettermi perché nella mia nuova casetta di donna lavoratrice il forno non c’è. Ecco.

Allora mi sono fatta due conti. Io 31 anni. Lei al massimo 23. Abbigliamento simile. Stessa pettinatura, stesso cestello, stessa spesa. Lei: evidentemente studentessa fuori sede. Io: lavoratrice fuori sede. Stessa spesa… Cazzo, no, non «stessa spesa»! Lei, in casa, il forno ce l’ha. Sono io che, a conti fatti, mettiamo che mi viene voglia di pollo con patate, o di sofficini, o di quelle schifezze pronte che trovi al banco surgelati, e non posso comprarle. [*] L’idea non mi ha messo tanto di buon umore.
Per dire: io ci ho un uomo che è un fan sfegatato del pollo al forno, e si dà il caso che domani lui arriva a Milano per qualche giorno. Ecco. Indipendentemente dal fatto che a me i sofficini nemmeno piacciono, quel che mi duole è non poter cucinare un pollo con patate, o fare una torta, o avere l’opportunità di martoriare qualche complicata ricetta di mia invenzione per sommo diletto del mio uomo. Ecco.
Mi duole che da studentessa, in una casa di studentesse, avrei potuto farlo, mentre ora (indipendente? Appartamento-munita? Emancipata? Ma va!) non posso nemmeno scongelarmi un tozzo di pane.
(E non pensate che il problema sarebbe risolto con l’acquisto di un fornetto o di un forno a microonde. Che in cucina nemmeno ci sarebbe lo spazio dove metterlo…)

V

[*] Non è del tutto corretto. Ci ho provato un paio di volte a comprare prodotti surgelati destinati al forno, pensando con scaltra furbizia che andassero bene anche per la padella. Vi svelo un segreto. Le cibarie che nascono per il forno non cuociono bene in padella! A meno che non le si scongeli prima, al mattino per la sera, ad esempio. Ma questo grado di programmazione, nelle mie giornate, è ancora un miraggio…

  1. 11 Responses to “A proposito di spese, pizze e code di cavallo”

  2. Ma di quanti cm quadrati è il tuo appartamento senza forno?

    By enzorasi on gen 12, 2010

  3. Enzo, sarà una 50 scarsa di metri calpestabili. Con due camere e un bagno. Penso sia l’appartamento peggio tagliato nella storia della progettazione architettonica… :-D

    By My funny Valentine on gen 12, 2010

  4. E’ un po’ che leggo di nascosto, ma stavolta devo proprio commentare.
    Che ne dici di questo?
    http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&item=290372012648

    Dentro ci ho trovato ricordi di bambino, gesti d’amore, come la carta dei cassetti…
    Lo so, a ingombro siamo messi male. Ma trovo che abbia un design irresistibile, tra Jules Verne e Doctor Who (prima serie), così lo puoi esporre comodamente in soggiorno.

    E poi scusa, di che ti lamenti. Trentenne, ci hai un uomo e pure la coda di cavallo!

    (Quarantenne, single, ex-capellone mio malgrado)

    By gp on gen 12, 2010

  5. Il forno è solo un dettaglio di una carenza temporanea. Quello che conta è che i tuoi 50 m te li sei straconquistata :*

    By Sara on gen 12, 2010

  6. Auguri di serenità a te ed ai tuoi cari.

    By obhund on gen 13, 2010

  7. @ gp: ‘cipicchia! Quel coso lì, con quell’occhio vacuo e spalancato, ha un’aria orrorifica e inquietante… O.o
    Hai ragione: non ho proprio nulla di cui lamentarmi! E’ il mio spirito ligure (mugugnone anzichenò) che mi spinge talvolta ad indulgere! :-D

    @ Sara: grazie!!! :-)

    @ Obhund: sì, be’, grazie… anche se non colgo il nesso…

    By My funny Valentine on gen 14, 2010

  8. Cara Vale, hai tutta la mia comprensione! La mia prima “casa” a Milano è stata un monolocale di circa 20 mq. Non è che mi mancasse lo spazio: è che mi mancava il forno e quindi ho dovuto cercare una casa più grande :-)
    Che poi, desideravo tanto poter preparare una torta di verdura, una focaccia, un piatto di lasagne…. quante volte lo faccio? mah, 1 o 2 volte l’anno… ma è confortante sapere che il forno all’occorrenza è lì. Ed è l’unico aggeggio che scongela il pane senza tramutarlo in sasso :-)

    By alessandra on gen 14, 2010

  9. Fossi in te, andrei che ne so a Parigi. Senza forno, lo stesso. Ma al centro del mondo.

    By Giovanna on gen 17, 2010

  10. @ Ale: hai colto nel segno. Fosse per me e per l’utilizzo pressoché nulla che ne farei ce lo avessi, il forno diventerebbe (come nella miglior tradizione Sex and the City) la mia personale scarpiera d’emergenza. Ma l’idea di averlo, be’, è una bella idea…

    @ Giovanna: il centro del mondo, per me e da un po’ di tempo, è decisamente altrove. E non certo in un altrove geografico.

    By My funny Valentine on gen 17, 2010

  11. Beh. Sul piano pratico potrei darti decine di consigli pratici umilmente sperimentati nella mia cucina da lavoratrice precaria e nelle mie giornate sempre troppo piene per poter far spazio a una qualche programmazione. Ma non lo faccio, e mi limito a dire che questa storia, mutatis mutandis, può essere applicata a talmente tanti altri aspetti della mia vita che è meglio che io non ci pensi!

    Comunque, il mio oggetto del desiderio è il “fornetto a campana”, da usare su ogni normale fornello. Non so se lo fanno più. A casa dei miei ne circola uno anni Settanta :)

    By Ilaria on gen 20, 2010

  12. prova il testo romagnolo…

    By nuel on feb 28, 2010

Post a Comment