C’è tempo

24 agosto 2009 – 11:04

La stanchezza è uno stato mentale. E io sono stanca. Mi sforzo di non esserlo, di mantenere una dignità pensando che lavorare non ha mai ucciso nessuno, ma la mia stanchezza non nasce dal lavoro. Anzi, il lavoro è qualcosa che mi dà la forza di tenere tutto unito, me compresa.

Ci sono stagioni così, in cui quello che si può fare è solo stringere i denti, fissare gli occhi a terra e, contando i passi, andare avanti. Ci sono stagioni in cui anche il lavoro più intellettuale è un lavoro sporco: solo unghie orlate di terra umida e sudore che appiccica i capelli. Questa è una di quelle stagioni. Che mi secca la gola e mi toglie lo stupore dagli occhi. L’unica cosa che vedo sono scarpe consumate che camminano piano, un passo alla volta.

C’è tempo, Ivano Fossati.

  1. 5 Responses to “C’è tempo”

  2. Ti capisco Vale e mi dispiace..da 7 anni è “quel momento” per me…di passi ne ho fatto tanti e in tutte le direzioni…quello che mi sta aiutando è aggrapparmi a tutte le più piccole soddisfazioni che raccatto in giro…non vuol dire rassegnarsi ma accontentarsi di quello che abbiamo a tiro…momentaneamente…

    By Dado on ago 25, 2009

  3. Ultimamente penso anche io che c’è poco da stupirsi e più che le ugnhie ho gli zebedei orlati giù per terra..

    By Mek2.k on ago 25, 2009

  4. @ Dado: mi spiace che il tono del mio post sia stato interpretato in maniera tanto negativa. In realtà voleva solo essere la descrizione di un momento di stanchezza fisica e interiore, un attimo di logorio delle forze, ma forse ho esagerato coi toni disfattisti…

    @ Mek: però quell’espressione di stupore negli occhi che ogni tanto la vita ci regala… è qualcosa di bellissimo (a provarsi e a vedersi).
    Bacino.

    By My funny Valentine on ago 25, 2009

  5. La stanchezza è uno stato d’animo untuoso e cattivo; sembra invincibile ma non lo è. tu parli di uno stato interiore che poi diventa fisico, o sbaglio? Se è così basta cambiare le prospettive, analizzare con onestà mentale i propri percorsi mentali, anche quelli del blog, anche quelli dei commentatori. Cavolacci!!! E’ la cosa più facile del mondo se riesci per un attimo a non avere paura di te stessa. Io ho scoperto che da un po’ dico cazzate e scrivo cazzate appena fingo qualcosa che non sento veramente mio, appena mi lascio vincere dalla comodità di stare dentro un corso d’acqua in cui gli altri pesci mi riconoscono dei loro, Chissenefrega se io poi sono un piranha? Merluzzo per tutti e via così. Te mi dirai se voglio accusarti di questo atteggiamento? Sì e non te ne accorgi. C’è poi il fatto (bloggoso) che scrivi troppo bene e un po’ intimidisci ( me non più ormai) che sei da un pezzo in un’altra età ma ci dici le cose come se fossi ancora in quella di prima prima. E poi chi l’ha detto che un lavoro intellettuale non sporca e non logora? Io ho trovato un sistema contro il logoramento degli Zebedei di cui parla
    Mek2k: schiena dritta, parole chiare e non aver paura di litigare dicendo chiaramente quello che hai dentro, Far logorare gli altri. Ciao bella.

    By piero on ago 25, 2009

  6. @ Piero: non ho capito bene cosa intendi dire.
    Sento che c’è un tono di esortazione, ma non ho capito verso cosa. A parlare più chiaro? A dire le cose con maggior franchezza, infischiandomene degli “altri” che eventualmente leggono? Se è così, ti do ragione. Non ho voglia né tempo di fare chiarezza, però. Sono troppo stanca anche per essere chiara. Forse anche con me stessa.
    Dici che «sono da un pezzo in un’altra età», e non so di preciso in «che pezzo» siano i 30 tondi tondi. E non capisco nemmeno se intendi dire che parlo come se fossi una ventenne. Stesse seghe mentali, stessi sospiri, stesse menate. A me non sembra, ma può essere.
    Ad ogni modo, ho fatto del mio meglio per cercare di prendere il buono dalle tue “critiche”.

    By My funny Valentine on ago 26, 2009

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